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Così la famiglia Principe fa goal

L'Osteria famiglia Principe 1968, che segna un po’ la storia della cucina da queste parti.
Papà Vincenzo da tempo ha lasciato le redini a Lorenzo che della meticolosa ricerca del buono e della qualità, tra le tipicità del territorio e i presidi Slow Food, ha fatto una vera e propria missione.Ora da qualche mese ha intrapreso una nuova avventura.Fritture e pizza. Un angolo di napoletanità, insomma, trasportato nel salernitano.Governa la situazione Antonella, sorella di Lorenzo che ha il controllo delle padelle con l’olio, mentre al banco e al forno un giovane pizzaiolo tanto discreto e misurato.Lo start up l’ha curato Marcello Avitabile, lievitazione sui tempi moderatamente lunghi, perfetta maturazione e bilanciamento dell’impasto.A partire proprio dalla pizza fritta con il pomodoro, la cosiddetta 'a vacant' , che Antonella raccoglie caldissima e adagia sulla carta.Non v’è traccia di unto e al palato si apprezza per il sapore.

Così pure è la frittatina di bucatini goduriosa dal cuore morbido, saporoso di formaggio e di pepe, e dalla crosticina croccante.La Marinara con le pacchetelle è soffice al tatto, dal cornicione ben alveolato e dal colore bruno punteggiato irregolarmente come sai che debba essere.Scioglievole e al palato, odorosa di pane e d’origano. Decisa con il suo sapore forte e definito, eppure suadente ed equilibrato, è la Pizza Cipollotta con lardello di nonno Ernesto, cacio ricotta, fiordilatte dei Lattari e cipollotto nocerino dop . Così pure ti colpisce Anema & Core con mozzarella di bufala, salsiccione piccante, cuore di scarola cruda e filetti di pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop. Insomma tutto funziona in questo bel posto, dall’arredo rutico e semplice e che d’estate si arricchisce d’uno spazio all’aperto dove trascorrere la serata sotto le stelle.